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Il Distretto culturale della Valtellina, caso eccellente di studio e buona pratica di sviluppo

Nel volume “Cultura alpina contemporanea e sviluppo del territorio”, edito da FrancoAngeli e curato dalla prof.ssa Federica Corrado del Politecnico di Torino e dalla dott.ssa Maria Anna Bertolino, per un gruppo di ricerca interno all'associazione Dislivelli per la serie “Terre Alte” e  nell'ambito di una ricerca finanziata dalla fondazione CRC, l'esperienza del Distretto culturale della Valtellina è stato preso come buon esempio e ispirazione per i territori analizzati.

La serie si propone di superare gli stereotipi della montagna come semplice luogo della nostalgia e del divertimento. Il volume si ispira ad un immaginario più ricco e complesso, in cui le nostre montagne sono viste come un grande laboratorio europeo per realizzare progetti di vita innovativi, capaci di rapporti più equilibrati e appaganti con l’ambiente e la cultura locale.

 

Il progetto dei Distretti culturali di Fondazione Cariplo e l’esperienza del Distretto culturale della Valtellina erano già conosciuti dal gruppo di ricerca; durante il convegno ITLA, in particolare nella sessione del  Canavese/Valle d'Aosta dove abbiamo portato la nostra testimonianza distrettuale, i ricercatori hanno avuto modo di approfondire tale conoscenza, perfezionata con una collaborazione diretta tra la dott.ssa Bertolino e la Fondazione di Sviluppo a maggio di quest’anno.

 

Il risultato è stato che, seppure nel rapporto di ricerca noi fossimo già citati, nel volume, dove è stato necessario concentrarsi su una selezione di pratiche, il Distretto è stato analizzato,  insieme all'esperienza dell'IVAT della Valle d'Aosta e il festival Les Vieilles Charrues (Bretagna centrale), e proposto come declinazione contemporanea e consolidata di cultura, in grado di generare processi di sviluppo innovativo.

 

Presentazione del volume

Le comunità alpine hanno da sempre definito un rapporto specifico con l'ambiente in cui si trovano e oggi sono dentro a un processo di cambiamento che ri-configura usi dello spazio, visioni ambientali e ambientaliste, pratiche sociali e culturali, mette in discussione modelli tradizionali di sviluppo, genera nuovi progetti di territorio.
Questa fase di cambiamento favorisce la ri-costruzione di identità territoriali alpine, la produzione di rinnovata cultura alpina, la definizione di nuove immagini e descrizioni territoriali.
Si tratta di un fermento innovativo che sta attraversando le Alpi (la montagna in genere) che si declina nella sperimentazione di nuove architetture e nella realizzazione di eventi, dai festival alle rassegne cinematografiche alle mostre di fotografie etc. Un insieme molto eterogeneo, ma per ora anche molto localizzato se guardiamo all'arco alpino, che è però espressione di un grande potenziale culturale che sta dentro le Alpi.
In riferimento a questo quadro, il volume presenta una riflessione sulla cultura alpina contemporanea come dispositivo di attivazione di processi di sviluppo territoriale.
Questa riflessione parte da un lavoro di ricerca promosso e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, con l'obiettivo di fornire indicazioni teorico-metodologiche per la definizione di un nuovo percorso che lega le pratiche culturali (più in generale la cultura) ai processi di sviluppo nelle aree a bassa densità, in particolare montano-rurali, mostrando come queste possano svolgere un ruolo di contenitore di percorsi innovativi di sviluppo.

Maria Anna Bertolino, dottore di ricerca in Scienze antropologiche, conduce ricerche in area alpina relative ai cambiamenti sociali e alle trasformazioni culturali in atto. Lavora come consulente per fondazioni e amministrazioni locali nel campo della progettazione partecipata. Tra le sue pubblicazioni, Eppur si vive. Nuove pratiche del vivere e dell'abitare nelle Alpi occidentali (Roma, 2014).

Federica Corrado, ricercatrice in Tecnica e pianificazione urbanistica al Politecnico di Torino. Si occupa di strumenti e politiche territoriali per la programmazione e progettazione dello sviluppo territoriale. È attualmente Presidente della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi in Italia (CIPRA Italia) ed è membro del Comitato di redazione della Revue de Geographie Alpine/Journal of Alpine Research.

 

Il volume è acquistabile on-line